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I capricci dei bambini 1°PARTE…..

“Saprò chi sono io quando saprò dove sei tu”

I Capricci sono una modalità di comportamento normale ed adeguata dei bambini che va modulata ma non soppressa. Rappresenta un’occasione di crescita per il bambino, che tenta di scoprire i limiti del mondo in cui vive oltre a mettersi in gioco con la sua personalità in costruzione. La sfida che devono sostenere i genitori e gli educatori è quella di trovare i modi più adeguati per mostrare al bambino l’adattamento alle regole della famiglia, della società e del contesto in cui vive come quello scolastico o pre-scolare.

LA FUNZIONE REGOLATRICE DEI LIMITI

I limiti, che rappresentano la facciata delle regole fanno sentire al sicuro il bambino. Essere liberi di muoversi all’interno di uno spazio ben definito produce l’effetto di far sentire i bambini liberi di muoversi all’interno di un contesto protetto. Inoltre non va dimenticato che muoversi all’interno di uno spazio mentale o fisico dove le regole sono chiare promuove la competenza ed il senso di autoefficacia del bambino; infatti la misura della grandezza dello spazio di libertà per una persona è data da poche e chiare regole condivise dai membri della famiglia, della scuola e ovunque nella società in cui viviamo.

Un’altra importante funzione delle regole e dei limiti che ne conseguono è la promozione dello sviluppo delle proprie risorse psicologiche, assaporando con gradualità la giusta dose di frustrazione per il limite imposto, il bambino imparerà ad attivare le sue risorse psicologiche per ” sopravvivere” ai sentimenti negativi che la frustrazione porta con sè, diventando sempre più capace e competente nel processo di autoregolazione dei sentimenti e delle emozioni. La capacità di consolarsi e trovare alternative aumenterà il senso di autoefficacia del bambino e di conseguenza la sua autostima.

QUALI REGOLE?

Innanzi tutto dobbiamo aver chiaro che esistono delle Regole Generali: le quali sono rappresentate da tutte quelle norme sociali di comportamento e non che ritroviamo nella nostra società (vestirsi in pubblico, non fare pipì per strada….) e le Regole Personali stabilite dalla famiglia di appartenenza. Esse sono molto importanti poichè rappresentano la personalità, il temperamento, la cultura di provenienza, le opinioni e le credenze dei membri della famiglia (esempio: “la domenica si mangia il gelato e gli altri giorni no”, “in casa nostra si mettono le ciabatte….”).

L’assenza di limiti, l’assenza di regole, la confusione di regole, troppe regole, troppo poche regole possono creare nel bambino un senso di confusione e insicurezza, senso di solitudine, senso di abbandono, passività, iperattività, bassa autostima e dipendenza dagli adulti.

Occorre che regole e limiti devono veicolare un messaggio di amore e di cura verso di loro solo così il limite percepito nella regola avrà un valore e farà sentire il bambino pensato e tenuto nella mente dei genitori. una regola che non possiede questo messaggio rischia di far sentire il bambino in una gabbia di cui non sono chiari i confini.

I BISOGNI CHE SI NASCONDONO DIETRO AI CAPRICCI

individuare o cercare di comprendere cosa il bambino voglia trasmetterci attraverso quella modalità di comportamento che comunemente chiamiamo “capricci” ci offre la chiave per fornire una risposta adeguata ed efficace alla richiesta del bambino senza dimenticare che il bambino percepirà di essere stato ascoltato e compreso nei suoi bisogni più profondi promuovendo così un sentimento dell’essere accolto: bisogno fondamentale fondamentale.

vediamone alcuni:

SFOGARE LA FRUSTRAZIONE ad esempio quando non riescono a compiere un azione in autonomia o quando un’azione produce un effetto indesiderato dal bambino.

BISOGNO DI COMUNICARE in età prescolare i bambini non sempre riescono a tradurre in parole quello che sentono e provano per cui talvolta il pianto è l’espressione comune ad un sentimento di disagio generalizzato.

BISOGNO DI AUTOAFFERMAZIONE E AUTONOMIA il comportamento del bambino che si esplica con l’opposizione o con il “NO!” esprime il suo bisogno di differenziazione dalle figure genitoriali o dalle figure che si prendono cura di lui.

AVVERTIRE LA MANCANZA DI CONTROLLO SULLE LORO EMOZIONI i bambini non si sono ancora esercitati a sufficienza per gestire le proprie emozioni e la loro corteccia prefrontale deputata al controllo degli impulsi non è ancora interamente sviluppata per cui fisiologicamente non sono pronti ad un controllo delle stesse. la capacità di provare emozioni non va di pari passo con la capacità di gestirle per cui questo gap si manifesta con scoppi d’ira o di pianto incontrollabili.

FAME, STANCHEZZA, TROPPI STIMOLI O TROPPO POCHI impellenti esigenze fisiologiche come quella di riposarsi o di mangiare possono scatenare o favorire l’incapacità di controllare le emozioni

AMBIENTE CON ECCESSIVA POSSIBILITA’ DI SCELTA O AMBIENTE DOVE LE REGOLE NON SONO CHIARE ambienti di questo tipo creano insicurezza e quindi u grado di attivazione o i allerta nel bambino in grado di paralizzarlo emotivamente oppure l’attuazione di un comportamento incontrollato tendente all’escalation emotiva.